Luigi Lo Cascio

LUIGILO CASCIO
1967
Palermo

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Qualunque sia il proseguimento del mio mestiere d’attore non potrò che essere legato sempre alla figura di Peppino Impastato. […] Amo il teatro pirandelliano, la tragedia greca, ma anche Beckett e Brecht. […] Possiedo un ritmo naturale che mi fa preferire una partitura a un bel quadro e che mi dà il passo giusto anche per recitare. […]Il corpo dell’attore va usato come fosse un violino, è una questione di tecnica riuscire a ottenere quella particolare nota. […]Abito a Roma da tanto tempo, ma la Sicilia me la porto dentro.

(Luigi Lo Cascio, Autoritratto in http://luigilocascio.20m.com)

Luigi Lo Cascio, nato a Palermo il 20 ottobre 1967, si diploma all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” nel 1992, con un saggio su Amleto, diretto da Orazio Costa.

È uno straordinario attore di teatro e di cinema, nonché autore di testi quali: Il labirinto d’OrfeoVerso Tebe. A teatro ha interpretato: Margherita Gautier e Romeo e Giulietta, nell’allestimento di Giuseppe Patroni Griffi; Aspettando Godot, con la regia di Federico Tiezzi. Inoltre, è stato diretto da: Carlo Quartucci in Ager Sanguinis, Elio De Capitani in La sposa di Messina, Roberto Guicciardini ne La morte di Empedocle, La figlia dell’aria, Il figlio di Pulcinella, e da Carlo Cecchi in Amleto e in Sogno di una notte di mezza estate. Nel 2005 riscrive, dirige e interpreta Nella tana, un monologo tratto dall’ultimo racconto di Franz Kafka; nel 2006 è diretto da Luca Ronconi nello spettacolo Il silenzio dei comunisti, per entrambi gli spettacoli vince il Premio UBU come migliore attore protagonista.

Per il cinema ha interpretato film memorabili: I cento passi e La meglio gioventù di Marco Tullio Giordana; Il più bel giorno della mia vita e La bestia nel cuore di Cristina Comencini; Buongiorno notte di Marco Bellocchio fino al recente Baarìa di Giuseppe Tornatore.

Da ricordare la densa e toccante interpretazione di Lo Cascio nello spettacolo Diceria dell’untore dall’omonimo romanzo di Gesualdo Bufalino nell’adattamento teatrale e nella raffinata regia di Vincenzo Pirrotta, che ha inaugurato la stagione 2009-2010 del Teatro Stabile di Catania.